La Barbarica è un piccolo angolo di Langa dove trovare ristoro e dove imparare cose nuove. Nasce da un sogno fortemente inseguito dalla sua ideatrice, Silvia Giordano: chimica farmaceutica, aromatiere, esperta e produttrice di vino. Mamma di 4 figli: magnificamente poliedrica.
IL PAESE DI BARBARESCO
La Barbarica è nel piccolissimo paese di Barbaresco, che essenzialmente si snoda tutto lungo la sua via centrale. Dal centro raggiungi il locale percorrendo (in macchina o con pochi passi) una stradina che si snoda attraverso le vigne. Dall’ingresso del locale vedrai a destra l’imponente Torre di Barbaresco o di fronte a te, in lontananza, le colline del Roero punteggiate dai suoi Castelli più belli: Guarene e Magliano Alfieri.

IL LOCALE
La Barbarica è enoteca con cucina, ma anche un luogo dove conoscere e scoprire il mondo del vino e dei distillati. Qui, infatti, vengono organizzati corsi di degustazione per principianti ed esperti, ma anche corsi non convenzionali come esperienze olfattive e percorsi sensoriali. Silvia da anni ha ideato – insieme alla bravissima Martina Doglio Cotto, biologa, sommelier e agente di viaggio – il progetto Smell Camp: un format modulabile di educazione sensoriale, fondato sull’olfatto come strumento di riconoscimento, di evocazione e di piacere. Le esperienze sensoriali di Smell Camp hanno quindi finalmente trovato casa all’interno de La Barbarica.

Alcune “porte magiche”, con riprodotte il panorama di Barbaresco – che belle le vorrei a casa – permettono di suddividere gli ambienti, creando nel caso salette di degustazione.
LA CUCINA
Il menù parla sicuramente piemontese con tutte le proposte che proprio non possono mancare (vitello tonnato, battuta di carne cruda al coltello, ravioli, tajarin, bunet, panna cotta) ma la cosa carina è l’aggiunta di sfiziosità per accompagnare la sosta in modo più leggero, ma comunque sostanzioso. E quindi oltre ai taglieri (anche vegetariani), le empanadas di carne, con cipolla e formaggio, con gli spinaci. Oppure ottimi toast campagnoli o vegetariani. O ancora i “padellini” dove, ad esempio, la zucca incontra la pancetta croccante, oppure il cavolo viola incontra la salsiccia.


La carta dei vini merita una menzione speciale. Silvia è una brava e competente maestro assaggiatore ONAV e certificata WSET3.

La carta è stata pensata per “dare valore alle donne e agli uomini che dedicano la loro vita alla cura dei vini, alle persone che ci lasciano una storia da raccontare, una storia che ognuno di noi può portare con sé. Qui i produttori sono i protagonisti, custodi di tradizioni e creatori di emozioni in bottiglia”. Oltre alla bottiglia, o al singolo calice, un’ottima proposta è la degustazione comparata tematica: 4 assaggi di 60 ml per bicchiere.
GLI APPUNTI DI LANGHUORINO: COSA AMO DI PIÙ
Il nome del locale deriva semplicemente dall’antico nome di Barbaresco: Barbarica Silva. Un tempo lontano, infatti, tutta questa collina era ricoperta da una foresta dove trovavano rifugio i Liguri Stazielli dall’invasione delle truppe romane che stavano conquistando le Langhe.
In pochi sanno – la bellezza di aiutare i figli alle prese con le ricerche – che i Liguri Stazielli erano un popolo molto particolare: nella loro organizzazione la donna infatti godeva di grande rispetto. A lei erano affidate tutte le decisioni importanti e la gestione degli affari pratici. Una delle prime sensazioni che ho avuto da Silvia è di come abbia creato un luogo molto femminile, che si presta in maniera forte a ospitare gruppi di donne (ovviamente, non solo). Forse un po’ di quella energia positiva femminile del passato si è posata finalmente anche tra queste belle mura.