Petti’t Bistrot è uno dei più originali locali del territorio: dai suoi balconcini puoi ammirare il Castello e le colline delle Langhe.
IL PAESE
Il paese di Barolo è sicuramente uno dei più visitati di tutte le Langhe. In alcuni periodi dell’anno le sue strette vie sono decisamente prese d’assalto da gruppi di turisti di ogni tipo: trekkers, bikers, winelovers e semplici amanti in generale del mondo enogastronomico. Qui trovi due musei molto curiosi: il piccolo Museo dei Cavatappi e il più ampio Wimu – Museo del vino, ospitato nel Castello in cima al paese (dalla sua terrazza la vista è meravigliosa).
IL BISTROT
Proprio ai piedi del Castello, dal mese di agosto 2021, è attivo un locale originale e con un rapporto qualità prezzo notevole, che non è mai sceso a compromessi in questi 3 anni di apertura con tentazioni al rialzo, vista la grande domanda turistica.

Petti’t bistrot è una delle più originali osterie del territorio: dai suoi balconcini puoi pranzare ai piedi del Castello di Barolo e con davanti a te uno degli angoli più suggestivi delle Langhe.

La giraffa è il simbolo di Petti’t bistrot: l’animale africano più amato sin da bambina dalla proprietaria Veronica Petti. Sono certa anche il suo talismano. Proprio come la giraffa, che grazie al suo lungo collo riesce a vedere lontano, anche Veronica ha saputo vedere molto oltre dopo aver voltato pagina rispetto la sua precedente esperienza nella ristorazione, sempre qui nelle Langhe. Solo dopo una settimana dall’ultima esperienza lavorativa, si è imbattuta in questa casa nel centro di Barolo e ha subito capito che sarebbe stata perfetta per la sua ripartenza.

Le due sale interne (una ideale anche per eventi privati con un grande tavolo conviviale), il dehors nella piazzetta, il terrazzino esterno al primo piano erano ideale per l’accoglienza dei suoi clienti. Ma la vista dai suoi tanti balconcini esterni era un peccato non poterla sfruttare al meglio. E qui l’idea geniale: attrezzarli con lunghi appoggi in acciaio e sgabelli per un pranzo con vista davvero unico.

LA CUCINA DEL PETTI’T BISTROT
Il numero di portate del menù non è mai troppo ampio, con mia grande approvazione. Qui la materia prima viene lavorata freschissima e con mano sicura. Pochi piatti ma fatti bene, una formula che sempre vincente per un locale con un numero non altissimo di coperti.

I grandi classici della cucina piemontese vestono qui l’abito bello della festa, e il gusto è proprio quello che potrebbe proporti una brava “cusiniera” (cuoca in dialetto) di queste colline. Per i plin di Veronica tornerei almeno una volta alla settimana, conditi con un burro d’alpeggio delicato e perfetto nel non coprire la qualità della pasta e del suo ripieno.

Ma non solo tradizione, in carta trovi sempre qualche proposta più originale anche con il pesce.
La carta dei vini è puro divertimento. Si capisce che Veronica – sommelier esperta – e tutto il suo staff sono i primi ad amare i grandi produttori ma anche a ricercare le chicche delle produzioni più piccole. E anche dalla Francia le proposte sono super interessanti, come alcuni Champagne, non sempre facilmente reperibili qui da noi.

GLI APPUNTI DI LANGHUORINO: COSA AMO DI PIÙ
Amo Veronica e il suo entusiasmo, ma anche la sua lungimiranza. Da un lato, nel creare un locale originale e divertente, dall’altro nel avere cura del suo staff. Giovane e giovanile sì, ma sempre impeccabile nell’accoglienza professionale. Dopo i primi tempi di rodaggio in cui Petti’t Bistrot era aperto anche alla sera, Veronica ha voluto fortemente impostare la proposta solo per il pranzo e al massimo fino all’ora dell’aperitivo. Questo per poter permettere a tutti i ragazzi che lavorano con lei un buon equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. Dai sorrisi e la gentilezza con cui si è accolti e serviti, direi proprio che questo importante risultato sia stato raggiunto.