RISTORANTE STEFANO PAGANINI – ALLA CORTE DEGLI ALFIERI – Magliano Alfieri CN
Stefano Paganini Alla Corte degli Alfieri è un ristorante sartoriale che ti accompagna con professionalità e dedizione in un’esperienza memorabile: materia prima, mano sicura in cucina e delicatezza in sala saranno i tre protagonisti.
IL LUOGO
Magliano Alfieri è un paesino del Roero di poco più di duemila abitanti. Siamo in cima alle colline che si affacciano sulla pianura del fiume Tanaro. Davanti a te si apre la vista su tutte le Langhe comprese tra Alba e Asti.
Il Castello di Magliano Alfieri
Svetta imponente in cima al paese l’imponente Castello secentesco, oggi di proprietà del Comune, dopo lunghe vicissitudini di passaggi tra la vecchia dinastia dei Conti Alfieri e la Chiesa. Ospita due particolari musei: il Museo dei Soffitti in Gesso e il Teatro del Paesaggio. Non solo, le sue sale nobili, abbandonate per lunghissimi anni, sono l’elegante casa del Ristorante Stefano Paganini.
IL LOCALE
La sala principale del ristorante
II locali del Ristorante – inaugurato nel 2010 – sono incantevoli. Non sembra vero che fino ad allora fosse tutto diroccato e abbandonato e alcune sale fossero adibite addirittura a stalle. Con un progetto di valorizzazione dei prodotti locali Stefano e sua moglie Giada vinsero infatti il bando comunale di gestione di questa porzione di Castello. Bando che prevedeva anche la completa ristrutturazione degli ambienti a carico del vincitore. Un restauro complesso e impegnativo, dal risultato però sorprendente nella sua raffinatezza.
La vista sulle Langhe dal ristorante
LA CUCINA e LA SALA
Stefano e Giada – credits sito internet
In cucina troviamo Stefano con la sua brigata. Classe 1980 e nascita albese, Stefano si forma e studia da diversi cuochi stellati del territorio. La sua formazione è una miscellanea di esperienze significative: dalla “mitica” Contea di Neive all’Osteria Italia di Alba dallo zio, sino a essere preso sotto l’ala protettiva di Davide Palluda dell’Enoteca di Canale (CN). Saranno 14 anni di grande formazione (su tutti gli insegnamenti: dedizione, creatività e disciplina) che gli daranno la giusta sicurezza per avviare la sua attività per ulteriori 4 anni presso Villa Tiboldi, sempre a Canale (CN).
Tra le esperienze anche quella che potrebbe sembrare “minore” ma in realtà importantissima per trasmettere il rispetto per il cibo, l’umiltà e l’altruismo: il lavoro presso la mensa scolastica del piccolo paesino di Neive (CN). Più che un lavoro una missione per insegnare ai bambini ad alimentarsi in modo corretto. A corollario fu pubblicato un ricettario con le ricette tradizionali delle famiglie e quelle realizzate con in bambini (che io ho e che consulto molto spesso). Stefano mi ha raccontato che capita frequentemente di avere a tavola proprio uno di quei bambini ormai diventato adulto e che ancora oggi cerca i suoi sapori e le sue preparazioni.
Al suo fianco in tutto il suo percorso la moglie Giada, che oggi ritroviamo in sala con un servizio raffinato e impeccabile: la sua dolcezza e presenza discreta sono un grande valore aggiunto durante tutta la permanenza a tavola.
IL MENÙ DEL RISTORANTE STEFANO PAGANINI
Stefano è molto attento alla cultura gastronomica del territorio, la sua ricerca è incessante tra le cascine e i mercati della zona.
L’aperitivo di benvenuto del ristorante
In tavola c’è tanta voglia di stupire da un lato ma anche la volontà di riportare alla luce e rivitalizzare le ricette storiche. Nel piatto ritrovi tante certezze date dall’estrema conoscenza della trasformazione della materia prima: dalle tecniche alla storia delle ricette.
Spaghetti freddi con Gamberi Rossi di Mazara e la loro bisqueArrosto della vena, lingua, fondo di cottura, verdure croccanti e purea di sedano rapa e salsa di pomodoro frescoPanna cotta alla mandorla, crema di mandarino, chips di cioccolatoCrostatina tiepida con cioccolato affumicato, arance candite, sale e olio EVO
In carta un menù della tradizione “Viaggio in Piemonte” (euro 65,00). Ma per la prima volta – mai mai fatto! – ho lasciato spazio alla curiosità e al desiderio di scoperta. Giada è bravissima a intuire desideri e richieste nel momento dell’ordinazione, ed è anche questo il successo del menù “A occhi chiusi”.
“Il menù a occhi chiusi non è un menù che celebra me o il mio lavoro. È l’esatto opposto: il mio miglior modo per coccolare il cliente, e farlo sentire protagonista! Non ho la carta perché leggere il nome di un piatto non serve a nulla perché ognuno di noi ha il proprio bagaglio gustativo e quindi la propria idea di gusto…Penso che oggi sedersi in un ristorante non sia una scelta solo per mangiare e/o nutrirsi di cibo. Andare a ristorante oggi è per me regalarsi una coccola, un momento per stare al tavolo con chi amiamo e con chi vogliamo passare del tempo. Anche per questo è nato il Menù a occhi chiusi: per creare comunicazione attorno al tavolo, per lasciarsi coccolare e per qualche ora non dover pensare a nulla ma solo dedicare il nostro tempo al tavolo a chi amiamo!
Stefano Paganini – credits sito internet
In un mondo che va sempre più veloce, noi cerchiamo con umiltà ma con dedizione e professionalità di rallentarlo per riappropriarci del valore e dei sentimenti umani”.
Una scelta non facile, perché una proposta sbagliata può far perdere un cliente ma è altrettanto vero che quel cliente non mangerà mai lo stesso piatto e questa scelta imprenditoriale sprona Stefano e Giada a fare sempre nuovi piatti e nuovi accostamenti, perché l’unico vincolo non è una proposta di piatti in carta ma la reperibilità delle materie prime in quel momento sul mercato.
GLI APPUNTI DI LANGHUORINO: COSA HO AMATO DI PIÙ
Una tappa speciale, dove chiudere fuori dal Castello i pensieri del momento e lasciarsi trasportare in una nuova esperienza, incentrata sulla materia prima, sulla creatività di un cuoco dalle idee chiare e profonde e dalla dolcezza ed empatia dell’accoglienza di Giada.
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