4 ristoranti stellati di Langhe e Roero dove torno sempre volentieri: per la migliore cucina della tradizione piemontese e per il piacere di scegliere una bottiglia da carte monumentali o farmi consigliare un percorso di accompagnamento alla scoperta di nuove etichette.

La Guida Michelin, tanto criticata da un lato, tanto seguita (dai clienti) e inseguita (dai ristoratori) dall’altro.
La mia frequentazione più assidua – per mio personale riscontro di piacere e qualità e per sostenibilità economica – sono solitamente i ristoranti a cui è stata attribuita 1 stella.
Si tratta di ristoranti in cui il conto mediamente si attesta sui 150 euro a persona, cifra da ponderare in base alla tipologia di vini scelti per accompagnare il pasto.

I RISTORANTI STELLATI DELLA PROVINCIA DI CUNEO

La provincia di Cuneo vanta un numero notevole di ristoranti in guida, e molti di essi anche da lungo tempo.

Esterno de La Ciau del Tornavento

Sono quattro i miei preferiti ristoranti stellati in Langhe e Roero: ritornare è sempre certezza di un’esperienza appagante.

RISTORANTI STELLATI IN LANGHE E ROERO

Partiamo dalle prime colline sopra Alba (CN) per fermarci nel piccolo paesino di Treiso: una corta via centrale, un paio di negozi, la chiesetta, scuola e parco giochi frequentati dai suoi 762 abitanti. Colpisce sempre come il parcheggio centrale sia sempre pieno. A fianco di piccole utilitarie troverete macchinoni di ogni tipo e targhe straniere delle più disparate: i proprietari in quel momento sono sicuramente seduti ai tavoli de “La Ciau” (“la chiave” in dialetto piemontese e come in modo famigliare viene abbreviata da tutti).

LA CIAU DEL TORNAVENTO – Treiso CN

Maurilio Garola (chef), Nadia Benech (maitre di sala ed ex compagna di Maurilio) e Marco Lombardo (sous chef): una delle grandi certezze di queste colline.

Venire a La Ciau significa fare una vera esperienza di sensi: del gusto, per la grande cucina piemontese con qualche incursione Ligure preparata sempre in maniera impeccabile; dell’udito, perché la musica e sempre un allegro chiacchiericcio di fondo – dato dai 100 coperti che può raggiungere la sala – lo rendono il ristorante stellato più POP che io conosca, dove c’è un perfetto connubio di rilassatezza e professionalità del personale; della vista per le grandissime vetrate che affacciano su un anfiteatro di vigne di nebbiolo che diventerà Barbaresco.
I piatti che non potete perdere? Gli Agnolotti del Plin di Seirass (una ricotta tipica piemontese) cotti nel fieno maggengo al burro e timo serpillo, i Gamberi di Sanremo impanati nella nocciola delle Langhe e grissini o il Piccolo Fritto Misto Piemontese.

Se è la vostra prima visita, sono certa che il Menù della Tradizione vi darà molte soddisfazioni.
Viaggiate con la famiglia o con animali? Nessun problema, qui hanno ideato due menù speciali: uno per i più piccoli e uno per i cani.
Per completare l’esperienza chiedete di visitare l’aromatario del ristorante (con più di 50 erbe aromatiche) o la oramai mitica cantina ricavata dal tufo della collina, preziosa cassaforte di più di 60.000 bottiglie, prodotte da 450 produttori in 1.800 etichette: una vera biblioteca enciclopedica del vino italiano e internazionale.
  Talmente entusiasti che non volete andare più via? Prenotate una delle 4 camere (bellissima la numero 3) della Locanda del Tornavento, ricavate dal veccio ufficio postale del paese. La mattina successiva farete colazione in giardino con vista sulla meraviglia dei vigneti.
Prenotate sempre con largo anticipo, mi raccomando.

Salendo verso l’Alta Langa arriviamo nell’anfiteatro di vigne con vista sulle montagne che per me è il luogo che più si avvicina all’idea di perfezione di qualità del vivere.

RISTORANTE BORGO SANT’ANNA – Monforte d’Alba CN

Ah che rapporto qualità prezzo incredibile! E che vista!


Lo chef Pasquale Laera è oramai un pugliese diventato langhetto (così gli abitanti delle Langhe) cresciuto a suon di pacche e preziosi insegnamenti di Antonino Canavacciuolo, il cuoco-gigante buono più amato dagli italiani. Nel 2019, in società con il bravissimo maître e sommelier Fabio Mirici Cappa con cui lavorava al poco distante al Boscareto Resort, prende avvio il progetto di Borgo Sant’Anna. Partiamo dal luogo che è un semplice paradiso immerso dentro le vigne, sia che mangi nei tavoli che corrono intorno al porticato, sulla terrazza esterna o all’interno grazie alle grande vetrate, intorno a te avrai sempre una vista incantevole.
Troverete leggerezza e armonia in sala, armonia e grande studio nei piatti. Imperdibile la pasta e cozze.

ristorante stellato langhe
La pasta e cozze di Pasquale Laera

Oltre le pietanze alla carta, sono proposti Tre menù: Langhe e Storia (euro 90), Passioni e Origini (euro 95), Assolo di Caccia (euro 155).

A poca distanza da Borgo Sant’Anna nasce nel 2022 Lostu, sotto la supervisione di Pasquale e Fabio. Un’osteria informale, divertente e allegra in cui la proposta è costruita intorno alle antiche ricette piemontesi e, come si faceva una volta, si ordina e si condivide tutti insieme pane e companatico.

Adesso scendiamo verso il fondovalle dove scorre il fiume Tanaro e ci fermiamo al Villaggio Narrante in Fontanafredda, di proprietà della famiglia Farinetti, fondatrice (e oggi socia di minoranza) di Eataly.

GUIDO RISTORANTE – Villaggio Narrante in Fontanafredda, Serralunga d’Alba CN

La tradizione della cucina piemontese e la memoria di Guido e Lidia Alciati – grandi pioneri della solida cucina piemontese quando queste colline ancora erano avvolte dalla “malora” raccontata da Beppe Fenoglio – brillano dentro le sale da pranzo del Re Vittorio Emanuele II: in cucina troviamo il figlio Ugo, in sala il figlio Piero. Il terzo fratello Andrea è invece a Santo Stefano Belbo (CN) al Relais San Maurizio, nel ristorante ricavato dalle suggestive ex cantine dell’antico Monastero Cistercense, risalente al 1619.
La storia di una grandissima famiglia della ristorazione italiana si intreccia inestricabilmente alla lunga storia del Piemonte.


Per una cucina della memoria fondamentale è la scelta degli ingredienti, strettamente legati al territorio e di qualità eccelsa. I primi verranno serviti con un assaggio di quella che è una tradizione tipica piemontese a volte poco conosciuta anche dai piemontesi stessi: l’inserimento degli agnolotti del plin (asciutti subito dopo la scolatura) all’interno di un tovagliolo. In questo modo tutti i gusti – dalla pasta e del ripieno – rimangono neutri e perfetti per l’assaggio della materia prima. In alcune zone del Monferrato l’usanza era a seguire di inzupparli a piacere dentro una scodella di vino. La combinazione perfetta del vostro primo? Con gli agnolotti di mamma Lidia con il sugo d’arrosto, che per schiere di buongustai sono oramai qualcosa di mitico: assaggiateli e capirete il perché. I secondi vedono la lavorazione di quegli animali tipici di queste colline: faraona, agnello, pollo ruspante, oppure la finanziera, antico piatto di recupero delle interiora.

Consiglio: dovete tenere uno spazio a fine pasto per il dolce e assaggiare il gelato al fiordilatte mantecato al momento.

Il gelato al fiordilatte mantecato al momento

Sarà un’esplosione in bocca di tutte quelle erbette che le mucche da cui proviene il latte brucano in estate nei pascoli alpini della Valle Stura, vicino al Monviso.

Da Alba, puntiamo verso Nord e oltrepassiamo il fiume Tanaro, per immergerci nelle colline del Roero

IL CENTRO – Priocca CN

Come non amare un ristorante dove l’attuale cuoca arriva in queste cucine tanti anni fa da una famosa azienda di abbigliamento e si innamora a tal punto del mestiere da farsi insegnare tutti i segreti dalla suocera? E così che Elide studia, si appassiona, sperimenta, richiama alla memoria anche i piatti semplici e casalinghi di sua mamma Francesca e rielabora il tutto inserendo la sua gentilezza e femminilità. Al suo fianco suo marito Enrico, grande cerimoniere di sala sin da appena maggiorenne e il figlio Giampiero, a cui a trasmesso la sua passione per il vino sino a instradarlo su quella via che lo porterà a essere proclamato nel 2022 Miglior sommelier d’Italia per la Guida ai Ristoranti e Vini d’Italia de L’Espresso.

La sala de Il Centro

Il ristorante è rinomato per il suo Fritto Misto Piemontese, uno dei pilasti della cucina tradizionale: una carambola di pietanze impanate e fritte di diverse cotture e consistente (interiora di animali, frattaglie varie, verdure, fettine di mela e semolino dolce) che vengono portati in tavola un po’ per volta. Per questo un pranzo può durare anche ben oltre i tempi canonici previsti. La lista d’attesa è sempre lunga per assaggiare questo piatto, vale la pena programmarlo per tempo e non perdere una delle migliori realizzazioni di tutta la regione.

boutique hotel roero
L’esterno del Boutique Hotel Dimora Cordero

  A 200 metri dal ristorante sorge la Dimora Cordero: sei camere affacciate su Langhe e Roero e una colazione preparata al momento nella grande cucina a vista del pian terreno e servita sulla terrazza panoramica.

Mappa e contatti

LA CIAU DEL TORNAVENTO

Piazza Leopoldo Baracco, 7, 12050 Treiso CN

0173638333

RISTORANTE BORGO SANT’ANNA

Località S. Anna, 84, 12065 Monforte d’Alba CN

01731950332

GUIDO RISTORANTE

Via Alba, 15, 12050 Fontanafredda CN

0173626162

IL CENTRO

Via Umberto I°, 5, 12040 Priocca CN

0173616112

 

Langhe

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